Vai al contenuto principale

I luoghi dell'Abbazia

La chiesa

La chiesa

Costruita tra il 1135 e il 1221, l’Abbazia unisce elementi borgognoni, romanici e gotici di derivazione lombarda.
Al suo interno si trova il ciclo giottesco del Transito di Maria, realizzato a metà Trecento da Stefano Fiorentino, unico esempio europeo che narra l’intera vita finale della Vergine e unica opera a lui attribuita con certezza. Importanti anche il ciclo seicentesco dei Fiammenghini e del Genovesino, dedicato alla storia cistercense, e la Madonna della Buonanotte di Bernardino Luini (1512). Il coro monastico, cuore della vita comunitaria, è intarsiato in noce (1645) da Carlo Garavaglia e comprende 78 stalli decorati con episodi della vita di san Bernardo.

La torre nolare (1239-1340), attribuita a Francesco Pecorari, alta circa 57 metri, è un raffinato esempio di gotico lombardo. Nota come “Ciribiciaccola”, fu per lungo tempo l’edificio più alto di Milano e punto di riferimento per i viandanti.

Il Chiostro

Il Chiostro

Il chiostro è il punto di riferimento centrale dell’intero complesso monastico. Da esso si accede a tutti gli spazi della vita comunitaria: la chiesa, la sala del capitolo, la biblioteca e il refettorio. Risalente al XII e XIII secolo, presenta capitelli decorati prevalentemente a crochet, tipici del gotico borgognone, costituiti da foglie stilizzate, a cui si alternano volti umani e volatili. Dalla galleria orientale si accede alla sala del capitolo, così chiamata per la lettura della Regola di san Benedetto all’inizio delle riunioni. Poco resta della struttura originaria, danneggiata dopo la soppressione napoleonica, così come altre parti del chiostro.

La parete nord conserva tre graffiti di fine Quattrocento raffiguranti Santa Maria delle Grazie, il Duomo in costruzione e il Castello Sforzesco, opere fondamentali per la ricostruzione della Milano dell’epoca e utilizzate anche da Beltrami per il restauro della torre del Filarete.

Il refettorio medievale è un esempio sobrio di architettura cistercense. Nell’angolo nord-occidentale del chiostro si trova la colonna ofitica, composta da quattro colonne intrecciate, simbolo di unione e armonia del cosmo.

La cappella di San Bernardo

La cappella di San Bernardo

Costruita nei primi decenni del XV secolo su commissione dell’allora abate Antonio Fontana, ospita importanti esemplari pittorici della prima metà del secolo: gli affreschi che rappresentano l’Adorazione dei Magi, San Bernardo con santi e l’elegantissima decorazione ad arcobaleno delle volte sono preziosi esemplari di Umanesimo pittorico italico all’interno dell’Abbazia.
Di altra provenienza il Cristo di fronte a Ponzio Pilato: affresco della metà del ‘400, raffinato ed elegante nella riproduzione dei volti, degli arti e delle mani dei personaggi, nonché delle raffigurazioni architettoniche, l’opera è un capolavoro di derivazione fiamminga, lavoro di un’artista proveniente dalle regioni del nord Europa.

Il Mulino

Il Mulino

Situato nella zona di clausura, il mulino ad acqua è composto da ambienti di epoche diverse, raccolti attorno al nucleo centrale del XII secolo. Costruito dai monaci dopo la fondazione dell’Abbazia lungo la roggia Vettabbia, nasceva per garantire l’autosufficienza economica secondo la regola benedettina. Dotato di più piani e sale, fu utilizzato per la macinazione dei grani, il deposito di frumento e la lavorazione dei tessuti.

Nel XVI secolo era provvisto di tre ruote, ciascuna destinata a funzioni meccaniche diverse. Dopo la soppressione napoleonica del 1798, il mulino cambiò uso, diventando prima abitazione di un mugnaio e poi casa per famiglie contadine. Con il ritorno dei cistercensi nel 1952, fu riacquistato nel 1977. Restaurato tra il 1998 e il 2009 dal Parco Agricolo Sud Milano, oggi è gestito dalla cooperativa Koinè e ospita attività didattiche, eventi e iniziative, configurandosi come spazio polifunzionale dedicato al territorio.

Ambiente e territorio

Ambiente e territorio

Al momento della fondazione il territorio era in gran parte paludoso e incolto. I monaci avviarono la bonifica dei terreni e lo sviluppo agricolo della “Bassa milanese”, introducendo innovazioni irrigue come i prati a marcita, che permettevano la crescita dell’erba anche in inverno grazie alle acque di risorgiva.

L’irrigazione avveniva soprattutto tramite la Vettabbia, ancora visibile accanto all’Abbazia, che divenne l’asse principale delle proprietà agricole monastiche. Alla fine del Trecento queste si estendevano in modo compatto da Milano fino a Sant’Angelo Lodigiano. Il territorio, organizzato in grange cistercensi, conserva ancora oggi tracce evidenti dell’opera dei monaci, come Nocetum, Basiglio e Borgo Bagnolo. Qui si sviluppò un sistema agricolo avanzato, basato su una rete idrica complessa e su attività come allevamento, produzione casearia, coltivazione dei campi e vigneti.
La ricchezza d’acqua favoriva la presenza delle cicogne, divenute simbolo dell’Abbazia. Questo paesaggio testimonia un equilibrio tra attività umana e natura, costruito nei secoli dai cistercensi.

Oggi Chiaravalle è parte del Parco Agricolo Sud Milano, istituito nel 1990, una delle più grandi aree agricole protette d’Europa, che tutela il paesaggio e ne promuove la valorizzazione.

Scopri di più
Prefooter
Rimani aggiornato
Iscriviti alla newsletter

Iscriviti per restare aggiornato su eventi e novità!